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carne per tutti

August 1, 2009

se guardi il documentario non mangi piu’ carne

ecco il link del documentario sul sito rai

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1825a169-47be-420b-bce2-1fd675fa17fc.html?p=0

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Grano Antico (monococco) con spinaci

July 21, 2009

e ditemi cosa c’entrano le galline

il monococco, il grano antico

July 19, 2009

http://www.aamterranuova.it/article3046.htm

Il monococco (Triticum monococcum L.) è un frumento definito “vestito”, in quanto presenta, anche dopo la trebbiatura, la cariosside racchiusa dalle glume.

Fondamentale per la nascita dell’agricoltura in Europa, infatti, coltivato già 23 mila anni fa sulle rive meridionali del lago di Tiberiade in Galilea diffondendosi, poi, in tutta l’area mediterranea. Sostituito, a poco a poco, dal più produttivo farro e, successivamente, per effetto delle colture intensive, completamente dimenticato; fortunatamente il seme si è conservato in alcuni luoghi come le Alpi di Provenza dove recentemente ha ottenuto l’Indicazione geografica protetta. Da un paio d’anni viene coltivato a Cigole (BS) su alcune decine di ettari dall’Antica Terra, cooperativa agricola che promuove la coltivazione, trasformazione e commercializzazione di cereal i antichi e persegue fini sociali, occupandosi dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Trattandosi di una specie con ottima resistenza naturale a malattie e stress, bassa necessità di concimazioni e spiccata adattabilità questo cereale merita di essere rimesso a coltura. Tutte caratteristiche idonee per l’agricoltura biologica e a basso input. Utilizzato per preparare diversi prodotti alimentari tra cui birra, pane, ravioli, pasta e biscotti, il Monococco potrebbe essere impiegato, con successo, anche nell’alimentazione dei bambini, grazie alle caratteristiche di sapore e alla ricchezza dei suoi nutrienti; per la sua eccezionale ricchezza in proteine, vitamine e carotenoidi, per l’elevato contenuto in zinco e ferro, sul piano nutrizionale, si differenzia dal frumento, sia tenero che duro. Il Monococco presenta anche un bassissimo contenuto di glutine (solo il 3%). La ricerca ne sta valutando le proprietà per il consumo anche da parte dei portatori di p! articolari patologie, come il morbo celiaco, il diabete, alcune forme di cancro e diverse allergie alimentari.

Delitzia in balcone

July 1, 2009

Giancarlo cucina il risotto alle ortiche in balcone

Ecco come fabbricarsi il ghiaccio con il sole

June 17, 2009

leggete qui per i dettagli!

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Non tagliare le carote!

June 17, 2009

articolo del corriere

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Mangiandole intere l’effiacia di alcuni nutrienti aumenterebbe anche del 25 per cento

MILANO – Una carota al giorno toglie il medico di torno. Meglio ancora se la carota viene bollita intera e tagliata solo dopo la cottura (ancor meglio sarebbe consumarla cruda chiaramente). Le proprietà anticancerogene dell’ortaggio arancione sono statw scoperte quattro anni fa dai ricercatori dell’Università della Danimarca e della Newcastle University, che individuarono nel falcarinolo la sostanza «anticancro» contenuta nella verdura, smentendo la convinzione che questa responsabilità fosse da addebitarsi al beta-carotene.

NON TAGLIARE LE VERDURE - Adesso uno studio guidato ancora una volta dai ricercatori di Newcastle stabilisce con scientificità una convinzione condivisa da tempo: le carote devono essere cotte intere, prima di essere tagliate a rondelle, per mantenerne i principi nutritivi: Il falcarinolo agisce con una potenza maggiore del 25 per cento se la verdura prima di finire in pentola non viene affettata. In sostanza, più il calore ammorbidisce la superficie della carota (e nel caso la carota venga tagliata, il calore agisce con maggior vigore) e più si registra un’evaporazione di alcuni principi nutritivi, come gli zuccheri e la vitamina C, i quali a loro volta «aprono la porta» alla dispersione nell’acqua anche di altre sostanze, come il falcarinolo. «Con il taglio aumenta la superficie a contatto con l’acqua – spiega Kirsten Brandt – e le sostanze nutritive, zuccheri e falcarinolo compresi, tendono a disperdersi nell’acqua durante la cottura».

LO STUDIO INIZIALE - Lo studio verrà presentato in occasione dell’evento francese NutrEvent, conferenza sulla salute e la nutrizione, e ancora una volta è stato guidato dalla dottoressa Kirsten Brandt, della School of Agriculture, Food and Rural Development della Newcastle University. Fu proprio lei, quattro anni fa a scoprire gli effetti benefici del falcarinolo nelle carote, effettuando un esperimento su un gruppo di topi trattati con una tossina, l’azossimetano, che favorisce il tumore al colon. I ratti furono divisi in tre gruppi, a due dei quali venne somministrata una dieta ricca di falcarinolo. I ricercatori si accorsero che i due insiemi alimentati a carote dimostravano un terzo di probabilità di sviluppare un tumore. Da lì in poi l’équipe di ricercatori ha cercato di studiare come reagisce questa sostanza chimica quando la carota viene cotta o surgelata, tentando di individuare metodi per far crescere carote ad alto tasso di falcarinolo.

Emanuela Di Pasqua
17 giugno 2009

trailer di un documentario da vedere

June 11, 2009

cibo bio per cani e gatti

June 11, 2009

non so… c’e’ qualche cosa che mi turba …

http://www.pawnaturaw.com/meaty.html

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Macedonia Rossa Rossa

June 1, 2009

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Per la preparazione snocciolate delle belle ciliegie rosse, affettate delle fragole mature e aggiungete dell’uva nera tagliata in 4 parti. Condite con succo di limone e agave et voilà: la colazione, il dessert o la merenda (o la cena, come nel mio caso) sono servite!

http://www.veganblog.it/2009/05/31/macedonia-rossa/#more-6547

Dolce Vegano “simil-tiramisu”

June 1, 2009

lo-strano-tiramisu-veganIngredienti per due porzioni:

  • crema (vedi sotto);
  • biscotti vegan (ho usato una marca di frollini casualmente vegan del discount In’s, sono quelli senza latte nè zucchero ma se avete altro andrà bene);
  • caffè (ho usato decaffeinato solubile);
  • cacao amaro.

per la crema:

  • mezzo bicchiere di cus cus;
  • zucchero a gusto
  • aroma di vaniglia (meglio ancora un pezzetto di stecca di vaniglia);
  • un paio di cucchiai di succo di limone;
  • latte vegetale (o acqua, come ho fatto io).

Preparate la crema lessando il cus cus, dopodichè frullatelo armati di santissima pazienza (non è l’impresa più semplice del mondo) e aggiustate di zucchero e di aromi.

Preparate il tiramisù come si fa di solito: inzuppate i biscotti nel caffè (inzuppateli bene perchè questi n’so’ mica come i savoiardi, per inzupparsi ci vuole tempo), poi mettete uno strato di crema, poi biscotti, poi crema e via dicendo. Terminate con uno strato di crema e spolverizzate di cacao amaro.

Va fatto riposare in frigo qualche ora, o meglio ancora tutta la notte. E’ buonissimo ma decisamente più pastoso del comune tiramisù.

http://www.veganblog.it/2009/05/31/pseudo-vegamisu/#more-6549

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